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‘GAIA’


La Madre


Cos’è, Gaia?

Secondo le Chiese, un’Eresia al pari dell’immonda Triade, nemica degli Dei e di ogni legge del Creato.

Secondo molti, nient’altro che un nome, uno spauracchio per i mortali.

Secondo altri, la falla che mette in crisi l’intero Pantheon divino.


Ciò che è certo, è che anche solo udire tale nome è raro, e che la contraddizione e la confusione dovute alla moltitudine di leggende che circolano sulla ‘Madre’ sono frammentarie, mitologiche e spesso inverosimili.

Nonostante nei remoti angoli del mondo e presso alcuni esseri viventi pare sia diffusa la venerazione di tale Entità, non vi sono attendibili prove per dire che ne possa esistere una ‘dottrina’ nei mondi civilizzati, nemmeno le rare volte in cui è stata portata alla luce del mondo, come durante la prima ‘Guerra Demoniaca’ di Gradara, 2002 d.N. (v. Cap.5 ‘Gradara’)


N.B: vedere Cap.1 ‘Sulla Genesi’ riguardo alla Creazione secondo Gaia


Se ne sente di ogni genere, su Gaia.

Ma esiste un’unica certezza riguardo a Gaia: l’Incertezza.

Anche per questo il Culto, sempre che ‘Culto’ possa essere una parola appropriata, non verrà trattato come una dottrina ecclesiastica tradizionalmente detta.


“Sebbene la Guerra Demoniaca di Gradara sia stato un evento così importante e sconvolgente che molte persone, nelle regioni coinvolte, hanno iniziato a contare gli anni da quell’evento (e questa pratica sembra espandersi), ancora molto poco si sa del culto che è stato portato all’attenzione della gente dell’Ethulia, in quel fatidico anno, dalla famigerata tribù barbarica degli Artigli Neri.

Questa tribù è stata, per molti versi, unica. Una profonda accettazione della magia, sia arcana che divina, unita ad una tradizione profondamente spirituale e ad una chiusura ostile, quasi paranoica verso l’esterno, l’hanno distinta dalle numerose altre bande barbariche del mondo conosciuto, nessuna delle quali ha mai presentato questi tre caratteri insieme.”

- Goffredo Amadio da Siracusa: “Del Nomadismo e della Civiltà”


“A tutt’oggi si sa ancora poco del loro culto: le testimonianze sopravissute alla loro distruzione sono pochissime. Si sa che adoravano Gaia, inizialmente da molti scambiata con Chel per un errore di interpretazione e poi riconosciuta come concetto divino indipendente. Al tempo stesso, riconoscevano anche gli altri Dèi, Itzamna incluso, pur distorcendone considerevolmente il culto (in maniera pittoresca, secondo alcuni, o blasfema, secondo i più).

Nei primi tempi Gaia non è stata mai nominata dagli Artigli Neri. Si sono invece sempre riferiti a questo loro concetto di uno spirito creatore e trascendente con epiteti come “la Foresta”, “il Cancello dei Cieli”, “la Sorgente dei Miracoli”, “la Vera Verità Oltre Ogni Altra Verità” e svariati altri appellativi esoterici.

Allo scoppio della Guerra Demoniaca, tuttavia, molti sacerdoti e divinatori locali (sia laici che appartenenti al clero di varie chiese diverse) testimoniarono il risveglio di una coscienza divina, e proprio in quel periodo gli Artigli Neri lasciarono cadere gli epiteti e iniziarono a parlare di Gaia in maniera diretta. Da questo possiamo implicare che abbia veramente avuto luogo un evento di portata divina in quel periodo, in quanto tutte le fonti concordano.

Secondo le testimonianze si trattò di un evento marcatamente diverso dall’ascensione divina di Anthea, in quanto non si era trattato di una presa di potere, quanto di un risveglio. Se ne può concludere che Gaia fosse una divinità preesistente, forse anche risalente a tempi cosmogonici. A ulteriore prova di questo fatto, nei mesi seguenti a quell’evento ci sono state prove di aumento delle attività religiose di svariati culti eretici per tutto il mondo.

L’analisi antropologica e teologica comparata tracciata dal reverendo professor Evaristo Amori (“Analisi Comparata dei Culti Ctonici sulle Sponde del Mediterraneo”) non lascia dubbi sul fatto che Gaia come divinità fosse riconosciuta anche da altri popoli, a ulteriore prova della sua preesistenza agli eventi della Guerra Demoniaca.

Se future ricerche confermeranno ulteriormente queste ipotesi, l’intera cosmogonia teologica come la conosciamo noi oggi potrebbe venire messa in discussione.”

- da ‘Storia dei Culti di Gaia’, Federico Barbicini il Giovane (cattedra di Storia alla Santa Accademia di Teologia e Diritto Canonico di Neapolis), recente finito sul rogo accusato di Eresia.


Origine

“Ti diranno che siamo nuovi. Che siamo appena arrivati. Che quello che pensiamo e crediamo non esisteva neanche, cinque anni fa.

Qualcuno sicuramente ti dirà che vogliamo distruggere le città e riportare tutti a vivere nelle caverne. Qualcun altro magari si inventerà qualche misterioso complotto secondo cui stiamo solo aspettando di avere abbastanza fedeli per organizzare un esercito e scatenare una guerra di religione.

E qualcuno ti dirà, ovviamente, che siamo dalla parte dei Demoni. Lo dicono sempre.

Si sbagliano.

Noi ci siamo sempre stati. Da molto prima che loro o i loro dèi esistessero. La nostra fede risale ai più remoti, lontani, distanti albori della storia, un abisso incalcolabile di millenni.

Solo che non ci facciamo notare. Solo di recente le altre religioni si sono accorte di nuovo che esistiamo, e qualcuno già chiama alla crociata contro di noi.

Ti spiegherò dopo perchè non riusciranno mai a sradicarci, neanche in un milione di anni. Oggi sono qui per parlarti un pò di noi, non di loro.

Loro li conosci già abbastanza bene.

Ti hanno chiesto di credere in loro, di accettare solo un frammento dello specchio infranto della realtà, di metterlo sull’altare di un tempio di marmo ed oro e di innalzargli preghiere e sacrifici.

Non ti viene spontaneo chiederti perchè? Perchè degli dèi vorrebbero sacrifici? Non sono forse perfetti?

No, non lo sono. Ciascuno di essi non è che un frammento, una faccia di un gioiello prezioso che è stato frantumato in tempi antichissimi dalla loro stessa avidità. Questo gioiello è la Realtà, e ciascuno di essi la vuole, la desidera ardentemente.

Ma il gioiello, seppure frantumato, è di per sé perfetto. Il gioiello non ha bisogno di altro, non vuole preghiere o sacrifici. Semplicemente, il gioiello è. Mentre le potenze lottano per il suo possesso, noi mortali ci limitiamo a viverci dentro. E’ sempre al nostro fianco, appena fuori di noi, appena dentro di noi, è nel nostro cuore e nelle vaste distese del cosmo allo stesso modo, è tutto ed è dovunque, e da noi non chiede nulla perchè di nulla ha bisogno.

Non è forse questo qualcosa che merita di essere rispettato ben più di un Dio?

Se hai già compreso questo, sei sulla strada giusta.”

- Finrudel il risvegliato, Sacerdote di Taur Aire di Gaia, ricercato dalla Chiesa Madre di Chel, rifugiatosi a Taur Ethele.


Equilibrio

“Quello che noi cerchiamo, amico mio, non è il riconoscimento o l’approvazione di una qualche potenza divina dall’aria vagamente paterna o materna, ma semplicemente l’armonia con il mondo, cioè con Gaia. E l’armonia sta nell’equilibrio.

Oh, i sacerdoti di Itzamna ne avrebbero da parlare sull’”equilibrio”. Ma è veramente equilibrio il loro? A me sembra più l’oziosa neutralità di un giudice impiccione. Il vero equilibrio non è tra forze esterne a noi, ma è un equilibrio di tutto con tutto.

E poi ti parleranno di equilibrio di bene e male. E mi chiedo come facciano a non ridere quando lo fanno, come mi chiedo come possa non ridere ogni persona intelligente quando ne sente parlare. Davvero vogliono l’equilibrio di bene e male? E’ stupido. Non è piuttosto meglio cercare il bene puro e perfetto?

Ricorda: quando si parla di equilibrio tra opposti, il bene e il male non sono mai due opposti da mettere in equilibrio.

Piuttosto, il bene E’ l’equilibrio, e il male è la sua assenza.”

- Finrudel il risvegliato, Sacerdote di Taur Aire di Gaia, ricercato dalla Chiesa Madre di Chel, rifugiatosi a Taur Ethele.


Confini

“Caldo e freddo, giorno e notte, sole e luna, gioia e dolore, cielo e terra, vita e morte, inverno e primavera. Ciascuna di queste cose ha caratteristiche sue ma, più di ogni altra cosa, sono delimitate dal loro opposto. In poche parole, esistono solo perchè vi è un confine.

Se non vi fosse un confine tra giorno e notte, non ci sarebbe differenza tra giorno e notte, e si avrebbe caos, che genera squilibrio, che è la fonte del male.

Per questo i confini sono cosa da rispettare ed onorare. Onora l’alba e l’aurora, e la linea della costa, il momento della nascita e quello della morte, ed ogni tuo viaggio ed ogni soglia che varchi ed ogni fiore che sboccia.

E, piuttosto che un tempio, costruisci un confine. Crea una porta senza cancello e senza pareti che delimiti un piccolo mondo sacro da un grande mondo profano e, se cerchi pace, varca quella soglia.

Per questo i nostri templi non hanno pareti, né tetto, né altare o sedie: una porta è tutto quello che serve.

Né preti né messe, né sacrifici né preghiere. Piuttosto, guarda il sole sorgere e tramontare, e festeggia la morte dell’inverno e la nascita della primavera, e quando la primavera diventa estate, e la morte dell’estate e la nascita dell’autunno, e quando l’autunno diventa inverno.

Perchè queste cose sono ben più importanti di qualunque preghiera un mortale possa mai fare, qualunque sacrificio possa mai innalzare. E, anche molto, molto, molto dopo che noi saremo diventati polvere e cenere, quando ogni nostra preghiera ed ogni nostro sacrificio saranno sepolti sotto il peso di infiniti millenni, ci saranno ancora il giorno e la notte, la primavera e l’autunno, e il cielo di certo non si sarà stancato di girare.

Capisci ora perchè le Schiere Demoniache sono nostre nemiche naturali? Perchè vogliono la fine di tutto questo.

Mentre noi siamo coloro che proteggono ed onorano i confini, i Demoni cercano la loro distruzione. Detestano i confini, perchè sono proprio i confini a tenerli fuori dal nostro mondo. Le barriere, le stagioni, lo scorrere del tempo, cosa è alto e cosa e basso, cosa è caldo e cosa è freddo, cosa è mare e cosa è terra, cosa è vivo e cosa è morto: loro odiano questo, e vogliono vederlo infranto e spezzato. E, se lo faranno, per noi non ci sarà più un mondo in cui esistere.

Per questo, noi dobbiamo essere pronti a varcare qualunque confine pur di combatterli e distruggerli. Anche il confine tra vita e morte.”

- Finrudel il risvegliato, Sacerdote di Taur Aire di Gaia, ricercato dalla Chiesa Madre di Chel, rifugiatosi a Taur Ethele.

Segni

Coloro che sono venuti prima di noi ci hanno lasciato tredici segni, tredici parole su cui meditare. Ciascuno di questi tredici segni è un confine, e solo comprendendoli tutti e varcandoli tutti si può ottenere la vera armonia. A ciascuno di questi segni è associata una breve poesia, un verso o un aforisma.


Primo Segno Terrestre, Segno della Terra: confine di essere e non essere

Ci sediamo insieme

La montagna ed io

Finché solo la montagna rimane.

Tradotto: proteggi la tua esistenza e quella di ciò che ti è caro. Sei importante; sei unico al mondo.


Secondo Segno Terrestre, Segno dell’Aria: confine di tenebre e luce

Impara la lingua dell’uomo e parlerai con l’uomo.

Impara la lingua della mente e comanderai la mente.

Impara la lingua dello spirito e comprenderai lo spirito.

Impara la lingua dell’universo e sarai l’universo.

Tradotto: apri i tuoi occhi. Conosci, comprendi, studia, espandi il tuo sapere; svela i segreti del mondo.


Terzo Segno Terrestre, Segno dell’Acqua: confine di azione e passione

Noi non vediamo le cose come esse sono.

Noi vediamo le cose come noi siamo.

Tradotto: indaga non solo con la ragione, ma anche col sentimento; lasciati coinvolgere nella vastezza del mondo.


Quarto Segno Terrestre, Segno del Fuoco: confine di creazione e distruzione

Vi è la sofferenza ma non colui che soffre.

Vi è la guarigione ma non colui che guarisce.

Vi è la creazione ma non colui che crea.

Vi è la distruzione ma non colui che distrugge.

Tradotto: non esisti solo per essere solo uno spettatore; muta le cose attorno a te; la tua mano può muovere il mondo.


Quinto Segno Terrestre, Segno del Metallo: confine di vittoria e sconfitta

Felice e vittoriosa la nazione

Guidata da colui che avanza senza sete di gloria

E che si ritira senza timore di vergogna

Egli abbraccia ad un tempo vittoria e sconfitta

Ed è padrone di entrambe.

Tradotto: impegna le tue forze; scendi in campo per una causa giusta; non temere la sconfitta e non farti inebriare dalla vittoria: semplicemente combatti i nemici del mondo.


Sesto Segno Terrestre, Segno della Foresta: confine di sé e universo

Come foglia, cado nel fiume

Corro verso il mare

Divento nuvola

E cado con la pioggia.

Tradotto: quello che esiste è stato creato per te, e tu sei stato creato per esso; esisti, ama, vivi, godi della vastezza del mondo.


Primo Segno Celeste, Segno del Cielo: confine di giustizia terrestre e giustizia celeste

Governa con leggi e punizioni e non ci sarà crimine.

Ma governa con armonia e ci sarà armonia.

Tradotto: conserva nel tuo cuore la legge del cielo; agisci secondo giustizia, ma mira all’armonia e non al contrasto; sii un magistrato dell’universo e sarai l’universo.


Secondo Segno Celeste, Segno della Stella: confine di sostanzialità ed 4apparentemente4à

Sii senza forma e nessuno ti potrà ferire.

Sii senza sostanza e nessuno ti potrà fermare.

Sii senza essere e sarai padrone di te stesso.

Tradotto: renditi silenzioso ed invisibile, saggio ed astuto, e niente e nessuno sarà alla tua altezza; sii sottile come un dio, e sarai invincibile.


Terzo Segno Celeste, Segno della Luna: confine di cielo e terra

Forte come la montagna

Deciso come la tempesta

Profondo come il mare

Veloce come il fulmine

Compatto come la foresta

Una cosa sola con tutto il creato.

Tradotto: nell’azione e nel pensiero, in ogni cosa che fai, mira alla più assoluta perfezione nell’armonia col mondo; sii tutto e nulla, e non avrai nemici.


Quarto Segno Celeste, Segno del Sole: confine di mortalità ed immortalità

Noi moriamo e non moriamo.

Tradotto: non agire solo per l’oggi; non agire solo per il domani, o il prossimo mese, o la prossima stagione, o il prossimo anno, o il prossimo secolo; agisci per l’eternità; sii lungimirante, e sarai immortale.


Primo Segno Supremo, Segno del Sogno: Confine di Realtà ed Illusione

Una stella all’alba, una bolla nella corrente,

Un lampo tra le nuvole d’estate.

Una fiamma che danza, un’ombra e un sogno.

Tradotto: domandati chi sei; interrogati; restare sulla via giusta è una scelta che dipende solo da te: nei profondi recessi del tuo cuore puoi scoprire i più grandi dei segreti.


Secondo Segno Supremo, Segno della Vita: Confine di Vita e Morte

Se una persona non riesce a comprendere la morte, la vita può essergli abbastanza sconcertante.

Tradotto: domandati se hai portato delle cose buone in essere nel mondo; rendere il mondo un posto migliore per sé per gli altri è il più nobile dei desideri: con le tue mani e con la tua mente puoi creare la più grande delle meraviglie.


Terzo Segno Supremo, Segno della Morte: Confine di Morte e Vita

Ci sediamo insieme

La montagna ed io

Finché solo io rimango.

Tradotto: nasci, prendi il mondo nelle tue mani, rendilo più bello, muori, lascialo ai tuoi figli: che essi lo rendano più bello ancora, finché non diventerà un fiore perfetto.


Illusione

“Per molti un’illusione è semplicemente una menzogna o una visione non vera, come un miraggio nel deserto o un incantesimo che crea un’immagine di una cosa non vera per ingannare i nostri sensi.

Ma molte altre cose possono essere considerate “illusione”, allora. Un racconto inventato è un’illusione? In fondo, è l’immagine di qualcosa che non esiste. E un libro non ancora scritto è un’illusione? Anch’esso è l’immagine di qualcosa che non esiste.

La magia è l’illusione per eccellenza, in quanto muta la realtà immutabile, crea realtà dal nulla, e distrugge realtà dal nulla.

In realtà, non è “dal nulla” che crea e distrugge, così come un racconto non viene “dal nulla”, e nemmeno un libro o un’opera d’arte. Vengono dalle illusioni.

Per questo, il confine più sacro di tutti, anche più sacro del confine tra sacro e profano (cioè la porta che delimita l’area consacrata), è il confine tra realtà ed illusione, perchè per il fedele di Gaia “Illusione” non è semplicemente un termine denigratorio per le cose non vere, ma un vero e proprio mondo a parte, il regno delle cose in potenza, del passato e del futuro, il mondo delle idee.

I meno preparati tendono a considerare le Illusioni semplicemente come l’opposto della Realtà. Questo è vero, ma solo in minima parte. Quanto di ciò che vediamo, udiamo, sentiamo, tocchiamo è davvero reale? I sensi possono ingannarci, la nostra stessa mente mentirci. Ma non sono reali i nostri occhi, non sono vere le nostre mani? Non siamo veri noi? Quanto di ciò che sappiamo di noi stessi non è altro che una bugia confezionata per convincerci di qualcosa? Non lo sappiamo, forse non lo sapremo mai davvero con sicurezza. Ma, questo è sicuro, Realtà e Illusione non sono mondi così nettamente separati come ci piacerebbe credere.”

- Finrudel il risvegliato, Sacerdote di Taur Aire di Gaia, ricercato dalla Chiesa Madre di Chel, rifugiatosi a Taur Ethele.


“Ecco, questo è il Tutto…”

- Iscaryah, il Lupo.



N.B.:chiunque sia interessato a giocare un personaggio di Gaia, dovrà contattare direttamente lo Staff Ambientazione, ed eventualmente le Plot, per ricevere ulteriori informazioni relative alla parte segreta.



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