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2004

E’ l’inizio del 2000 d.N, e quattro anni sono passati dal grande scontro conosciuto col nome di “Battaglia degli Eroi”, la morte di quelli che erano i più grandi guerrieri di Gradara e la sconfitta di Anthea, la Cartomante che aveva maledetto l’intera città con la piaga della non-morte.
Sulla fine di costei, molto si è detto e molto si dirà, ma nessuno ne conosce realmente la verità.
Un culto di seguaci che inspiegabilmente sorge a Gradara dopo la sua scomparsa, nonostante tutto il male che questa Maga ha fatto alla città, afferma che nella morte Anthea abbia trovato addirittura la via verso lo Status di Semidivinità, e che sia ascesa al cielo come servitrice di Itzamna, il Dio della Magia.
Nessuna Chiesa ufficiale, e tantomeno quella di Itzamna, ha però mai confermato questa tesi, smentendola anzi con decisione, e il culto di Anthea viene presto inserito nella lista dei culti proibiti in molti regni Ethulici. Non a Gradara comunque, dove il numero degli adepti cresce fino a palesarsi alla luce del sole, portando con se grande scandalo e preoccupazione nel popolo e nelle gerarchie ecclesiastiche.
La gente, ancora scossa e in preda a profonda confusione e cordoglio per le gravissime perdite subite nella battaglia contro Anthea, e priva della guida di una classe nobiliare, si affida alle uniche autorità rimaste in città: i Cinque Templi.
In particolare il Tempio di Atachel, guidato dalla sapiente mano di Alia Sposa delle Tenebre, assume un ruolo di preminenza e di centro di potere e di informazioni all’interno della politica cittadina, e sono in molti a presentarsi alle sue porte per ricevere consiglio dalla Sacerdotessa della Dea Oscura, che diventa di fatto una delle personalità più importanti della città.
Il tempio di Itzamna, numeroso ma diviso al suo interno da incomprensioni tra le sue due guide, Emyn ed Egill, assume sempre di più un connotato di immobile neutralità, mentre Kin, Kinich e Chel risentono della mancanza di un leader forte, e rimangono in un primo momento in disparte.
La mancanza di un’autorità centrale comunque, rende Gradara il porto franco ideale per avventurieri, cavalieri erranti, pirati ed ogni sorta di individuo che sia alla ricerca di fortuna e potere.
A causa della maledizione di Anthea, che era una maga e una cartomante, cresce sensibilmente nella popolazione di Gradara un forte senso di diffidenza e di sospetto nei confronti della Magia e dei suoi utilizzatori, e l’Alleanza Arcana, la gilda dei maghi di Gradara, è ovviamente la prima a risentirne in termini di prestigio ed influenza, che arrivano ai minimi storici dopo l’abbandono dei due Maghi più potenti della città, Xaris Silverfrond delle Fiamme e Zax Zoroander Zeddicus il Bianco.
Ulteriore e cocente smacco alla componente arcana della cittadinanza verrà poi inferto da due guerrieri, precisamente un Cavaliere ed il suo Scudiero: Sir Aidelion de Aqualung e Nemo del Liuto.
Con un’azione proditoria ed audace, Sir Aidelion e Nemo si presentano alle porte dell’Arena di Gradara, dove ai tempi risiedeva l’Alleanza Arcana, e grazie al carisma e all’intimidazione cacciano letteralmente fuori i membri della gilda, occupando l’Arena e fondando in essa la Fratellanza d’Acciaio, un’Accademia di Guerrieri votata all’insegnamento della Via della Spada e delle regole d’onore che l’accompagnano.
Molti combattenti della città, tra cui il possente Lerith, decidono di affiliarsi alla Fratellanza d’Acciaio, ed essa diventa un punto di riferimento per tutti gli uomini d’arme di Gradara.
Sfortunatamente, Nemo trova la morte in circostanze misteriose durante un viaggio nella città di Urbino, ed il giovane Sir Aidelion, fiaccato dal dolore per la perdita dell’amico e mal consigliato da un ambiguo figuro di nome Cirano, si distacca dalla cura della Fratellanza d’Acciaio, che inizia un inesorabile declino.
Siamo al secondo mese di Kin, e durante una pesante nevicata, giungono a Gradara tre importanti figure religiose: Juda Freddafiamma, Templare di Kin, Namich Maglio di Luce, Sacerdote di Kinich, e Caranthir Falassion, Vescovo di Chel. Per contrastare la costante proliferazione dei seguaci di Anthea, naturalmente mal visti ed invisi alle gerarchie religiose, i Capi dei Cinque Templi decidono di prendere in mano la situazione e di fondare un Supremo Tribunale dell’Inquisizione, con il compito di estirpare il culto di Anthea e di qualunque altra entità che sia al di fuori della Grazia dei Cinque Dei.
Il Tribunale era cosi composto: Alia Sposa delle Tenebre, di Atachel, Namich Maglio di Luce, di Kinich, Juda Freddafiamma, di Kin, Caranthir Falassion, di Chel, Egill di Itzamna.
Il primo colpevole a ritrovarsi sotto il giudizio della corte è Fidelio, uno studioso che per primo decise di palesarsi pubblicamente come fedele di Anthea.
Nonostante i numerosi tentativi di portarlo ad un’abiurazione della propria eresia, Fidelio decide di sfidare i giudici e di non rinnegare la propria fede, subendo a causa di ciò il verdetto della corte: Morte.
La sentenza viene eseguita da Sir Rhaegar Targaryen, detto “Cavaliere del Drago” per via del simbolo della sua Casata. Nobile del Reich e Vendicatore di Atachel , nonché Spada Giurata di Alia Sposa delle Tenebre, egli giustizia Fidelio decapitandolo.
La morte di Fidelio risulta essere un pesante monito, che costringe gli altri fedeli di Anthea a rimanere celati agli occhi dell’Inquisizione.
Il clima in città è teso, il popolo teme lo sguardo indagatore dei Cinque Giudici, mentre presagi inquietanti sembrano annunciare il ritorno di Rag-Nar, il Demone che era stato alleato di Anthea durante la “Guerra degli Eroi”, che adirato per la morte di Fidelio promette di vendicarsi sulla città che già una volta aveva tentato di sottomettere. E’ il primo mese di Chel, quando alcuni condottieri decidono di rispondere alle minacce del Demone con la stessa moneta.
Cogliendo al balzo l’esigenza di difesa causata dalla notizia dell’imminente ritorno di Rag-Nar, Damon Kabìl, un cacciatore del deserto appartenente alla Tribù dei Kwanumi, organizza un incontro con i guerrieri più valorosi ed influenti della città: Ser Ripicca d’Altatorre, rampollo di una nobile famiglia di Caesena, oltre ai già citati Lerith, Sir Aidelion de Aqualong e Sir Rhaegar Targaryen, che aveva contestualmente abbandonato il suo ruolo di Vendicatore di Atachel.
Durante una riunione alla Taverna di Gradara, questi cinque uomini fondano sulle ceneri della Fratellanza d’Acciaio ormai decaduta la Milizia della Fede, l’unica Forza Armata ufficiale di Gradara, collegata al Tribunale dei Cinque Templi, e con i seguenti compiti: mantenere l’ordine pubblico in città, dare la caccia agli eretici, e difendere Gradara da ogni tipo di invasore.
Una volta fondata, la Milizia della Fede ottiene la benedizione ufficiale del Consiglio dei Cinque Templi, in una scena surreale e quanto mai significativa.
Mentre Damon Kabìl e Ripicca d’Altatorre perorano la causa davanti alla Corte, un’intera compagnia di Mercenari, la Compagnia dell’Unicorno Nero, assoldata da Rhaegar Targaryen e da lui stesso guidata, circonda l’Arena dove si sta svolgendo l’udienza, mettendo di fatto i Cinque Templi con le spalle al muro.
Pochi minuti dopo, la Milizia della Fede viene consacrata quale unica Forza legittimata a portare armi nel territorio di Gradara, e i suoi compiti vengono ufficializzati cosi come concepiti dai suoi cinque fondatori. L’Arena di Gradara viene scelta come sua sede e Quartier Generale.
Il reclutamento della Milizia inizia subito in forma massiccia, tutti i guerrieri e gli uomini in arme di Gradara, indipendentemente dal rango e dal ceto sociale vengono invitati a prestare giuramento e ad unirsi ai suoi ranghi, con l’unica condizione di dichiararsi fedeli ad uno dei Cinque Dei.
Molti valorosi guerrieri, tra cui Rackhir il Pirata, il mezzorco Maldiluna da Roccanegra, Dorian Draco Vendicatore di Kin e il misterioso Adam Kadmon, nomade delle Terre Gialle, si uniscono alle fila della Milizia.
Vengono altresi stilate le regole interne, attraverso uno statuto che verrà poi reso pubblico, che prevedono una struttura piramidale al cui apice stanno i Cinque Gran Maestri, seguiti dai Luogotenenti e dai Miliziani veri e propri.
Il governo di Gradara passa di fatto nelle mani dei Gran Maestri, che controllano ogni attività rilevante senza che nessuno osi ostacolarli.
Ma mentre la prima marcia dell’intera Milizia della Fede in assetto da guerra, attira su di se l’attenzione di tutta la città, qualcosa di terribile accade nell’ombra.
Una dopo l’altra, una serie di importanti figure vengono colpite da un misterioso e potentissimo veleno, che provoca una lenta morte e per il quale sembra non esserci alcuno scampo ne antidoto.
Secondo le prime indagini, sarebbero le pagine dell’antico Tomo dell’Erborista ad esserne intrise, e a fungere da micidiale mezzo di contagio, mentre l’identità degli untori resta in un primo momento avvolta nel più fitto mistero. Il Gran Maestro Lerith, Namich Maglio di Luce, e la stessa Alia Sposa delle Tenebre, da poco nominata Matriarca di Atachel, sono tra le più illustri vittime di questo flagello.
Uno dopo l’altro, le vittime eccellenti del “Sangue dell’Abisso”, muoiono lentamente, scatenando la collera della cittadinanza e delle sue istituzioni, che si mettono alla caccia dei colpevoli.
Le indagini della Milizia della Fede sono fitte ed approfondite, vengono perquisiti interi edifici e interrogate decine di persone, ma dei libri e dei suoi utilizzatori, nessuna traccia.
Grazie alle informazioni fornite da due Goblin affiliati al Tempio di Atachel, Milo e Scasi Von Diakonov, vengono portati all’attenzione dei Gran Maestri i numerosi delitti e misfatti perpetrati dalla Confraternita della Lanterna, la gilda dei ladri di Gradara, i cui esponenti principali Ansaldo ed Aramil sembrano avere avuto un ruolo anche nel mancato ritrovamento dell’antidoto del “Sangue dell’Abisso”.
Sospettati di essere loro stessi gli untori, o comunque complici degli stessi, i due malviventi vengono braccati dalle squadre della Milizia, e vedendosi ormai con le spalle al muro decidono di abbandonare la città in fretta e furia, dandosi cosi alla fuga.
Di contro, la Milizia della Fede con un editto ufficiale dichiara bandita da Gradara la Confraternita della Lanterna, ne confisca i beni e spicca taglie “vivi o morti” sulla testa di tutti i suoi componenti, e di tutti coloro che saranno colti a supportarli in alcun modo.
E’ il secondo mese di Chel quando Alia si spegne, nel più profondo cordoglio dell’intera città e dopo aver ricevuto gli onori supremi dall’intera Milizia della Fede riunita intorno a lei e commossa ad ascoltare la sua ultima lezione. Il Gran Maestro Rhaegar Targaryen, che era stato amante della donna, giura tremenda vendetta sugli autori del delitto, mentre il Templare di Kin Juda Freddafiamma, anch’egli sconvolto dalla collera, sfida a duello Sir Aidelion de Aqualong in una sorta di ordalia purificatrice.
Lo scontro è furioso e Juda combatte come un vero leone fino all’ultimo respiro, ma la superiorità del giovane Cavaliere in battaglia risulta essere troppo anche per lui, e alla fine un altro grande uomo abbandona Gradara accompagnato nell’ultimo viaggio da tutti i Gran Maestri della Milizia delle Fede, che ne officiano il funerale. Gradara è mutilata ed indebolita, e cogliendo il momento propizio Rag-Nar torna a farsi sentire ed annuncia il suo arrivo per il mese successivo.
E’ il terzo mese di Chel, quando il Demone mantiene la sua promessa e si presenta a Gradara insieme ad un’orda di orchi, barbari, non-morti e abomini.
Ma la Milizia della Fede è pronta ad attenderlo, e in un’intera giornata di scontri cruenti, Rag-Nar viene ucciso e tutte le sue forze ripetutamente respinte ed infine annientate.
Nelle strade piene di pile di cadaveri e di fiumi di sangue, si festeggia il trionfo della Milizia della Fede, in onore dei caduti e di coloro che sono morti a causa del Veleno dell’Erborista.
E’ il primo mese di Kinich, e l’autorità della Milizia della Fede comincia a vacillare a causa della partenza di alcuni suoi importanti esponenti (i Luogotenenti Adam Kadmon e Maldiluna) e di contrasti interni, dovuti in massima parte alle intemperanze del Gran Maestro Damon Kabìl, da sempre personaggio ambiguo, che secondo le voci di strada ha intrecci con la stregoneria e la necromanzia, la cui stabilità mentale sembra essere compromessa.
La follia del nomade del sud arriva al suo apice quando, entrato in aperto contrasto con Rhaegar Targaryen e Ripicca d’Altatorre, sfida quest’ultimo a duello mortale.
Dopo uno scontro lungo e combattuto, Damon viene sconfitto dal Cavaliere di Caesena, che come ulteriore spregio gli risparmia la vita.
Destituito di ogni carica, Damon Kabìl viene rinchiuso nelle segrete della Milizia, gravemente ferito e prossimo alla morte, con l’unica compagnia di Uriele, Sacerdote di Itzamna e cacciatore di Abomini, suo consigliere ed amico. Quella stessa notte, dopo aver avvertito Ripicca, Rhaegar Targaryen è costretto a ripartire per il Reich, richiamato nel suo feudo da impellenti e cruciali questioni familiari.
Nell’indifferenza di Sir Aidelion per la politica della città, l’unico Gran Maestro rimasto realmente in carica è Ser Ripicca d’Altatorre.
Quest’ultimo, durante il secondo mese di Kinich, organizza una nuova forma di governo basata sulla suddivisione dei poteri in più organi, designando se stesso come Generale Supremo e capo dell’esercito di Gradara. Grazie alla sua oculata politica la città gode di un breve periodo di stabilità.
C’è fermento però nei Templi Oscuri: Dorian Draco, Luogotenente della Milizia, abbandona il suo ruolo per diventare il nuovo capo del Tempio di Kin, rimasto senza guida, coadiuvato in questo da Sir Flydemberg, un cavaliere mercenario venuto dal Nord.
Milo Von Diakonov invece, il goblin succeduto ad Alia alla guida del Tempio di Atachel, viene ucciso durante un agguato da Pharalis, elfo di Taur Ruum appartenente alla Compagnia dell’Unicorno Nero.
Preah, la donna inquietante e misteriosa che prende il posto di Milo, giura vendetta all’elfo autore del delitto, e prende subito contatti con Lord Draco, formando col Tempio di Kin un’alleanza; le voci di strada affermano però che tra i due ci sia anche una storia d’amore, e che Preah sia la futura madre del figlio di Draco.
Sul finire del mese, Damon Kabìl evade dalle segrete dell’Arena, scomparendo insieme ad Uriele di Itzamna.
Il terzo mese di Kinich si preannuncia incandescente.
La scomparsa di alcune persone che svaniscono senza lasciare traccia e gli avvistamenti di stravaganti creature umanoidi ma con tratti di bestie o animali fantastici si moltiplicano per le strade di Gradara, mentre una parola inquietante inizia a serpeggiare sulla bocca di tutti: “il Nulla”.
Alcuni testimoni affermano di aver intravisto Damon ed Uriele, i cui tratti somatici sembrano però del tutto stravolti con la presenza di code, pelo, squame e carne che si riduce a brandelli.
Le ipotesi che rimbalzano tra i Sacerdoti, gli Studiosi ed i Maghi parlano di un Credo che corrompe il corpo come lo spirito, qualcosa di votato al Caos che ponga chi lo abbraccia al di fuori della grazia degli Dei. La realtà dei fatti rimane comunque avvolta in un fitto e disturbante mistero, mentre tutti a Gradara si interrogano su quale nuova diavoleria si nasconda dietro questi inspiegabili avvenimenti.
A voler portare una buona notizia sembra giungere il Generale Massimo Meridio, che si annuncia come Ambasciatore niente meno che di Re Liberio da Monferrato, il vecchio Re di Gradara partito anni prima alla volta del Reich e del mito della Spada Leggendaria.
Ser Ripicca, riconoscendo in lui un legittimo rappresentante del Re (cosa comprovata da documenti ufficiali), cede a lui il comando dell’esercito per concentrarsi insieme a Sir Aidelion nella ricerca di Damon e Uriele, e nelle indagini riguardanti “il Nulla”.
I Templi Oscuri però, forti di una notevole forza militare, decidono di non appoggiare la figura del Generale Massimo, ignorando le sue disposizioni e chiudendosi in un ostile silenzio.
Non tollerando tale opposizione, il Generale impone la Legge Marziale e il coprifuoco per chiunque non appartenga all’esercito, con il divieto di portare armi a tutti coloro che non siano soldati del Re.
I templi di Atachel e Kin, di rimando, si radunano al riparo del Tempio del Dio della Morte, mentre sulla città cala una notte carica di tensione. Con una mossa a sorpresa, il Generale Massimo tenta infatti di eliminare in un colpo solo i suoi avversari, dando vita a quella che sarà ricordata come “Battaglia dei Topi”. Dopo aver circondato il Tempio di Kin, i soldati della Milizia bloccano la porta e incendiano delle cataste di legna disposte tutt’attorno alle mura del Tempio, trasformandolo in un enorme forno. Soltanto la presenza di un tunnel segreto che collega il Tempio di Kin a quello di Atachel permette ai membri dei Templi Oscuri di sfuggire al terribile rogo, ed emersi dal Tempio della Signora Oscura essi danno via ad un inaspettato contrattacco contro le truppe del Generale, uccidendo molti Miliziani e costringendo il Generale alla fuga. Al grido di “Gradara è nostra!”, i Templi Oscuri festeggiano prendendo possesso dell’Arena, sede di una Milizia ormai dispersa.
Pochi hanno notato, nella confusione della battaglia, che durante lo scontro un gruppo di persone dotate di torce è apparso lungo la Via dei Templi. Damon ed Uriele, corrotti dal Nulla, sono alla testa di un’intera squadra di seguaci armati. La mattina dopo, con sgomento di tutta la cittadinanza, viene alla luce che i documenti del Generale sono un falso, e che quest’ultimo è in realtà un impostore al servizio di Pisaurum, che doveva preparare la città ad un’imminente invasione da parte di tale Regno. Il Generale viene catturato e imprigionato, mentre la decisione sulla sua sorte deve essere rimandata dall’arrivo di una più grave minaccia: Gli Adepti del Nulla. Oltre a Damon e Uriele, essi possono contare su due notevoli alleati in più: Ser Ripicca e Sir Aidelion, distrutti dalla notizia di essere stati ingannati e di aver affidato la Milizia della Fede ad un traditore che ne ha provocato la rovina, sono stati a loro volta sedotti dalle promesse del Nulla. La battaglia dura per tutta la giornata, e nonostante le gravi perdite, l’esito vede la morte di tutti i seguaci del Nulla per mano dei guerrieri di Gradara. Mentre il Generale Massimo riesce a liberarsi e a fuggire, i Templi Oscuri guidati da Preah, Lord Draco e Sir Flydemberg consolidano il proprio potere, dichiarandosi di fatto come i nuovi Signori della Città. E’ il primo mese di Atachel, quando in città ritornano (avvertiti dai loro informatori dei tumulti accaduti durante la loro assenza) quelli che sono probabilmente gli ultimi membri rimasti della Milizia della Fede: il Gran Maestro Lord Rhaegar Targaryen, che ha riconquistato il proprio Feudo nel Reich, e i luogotenenti Rackhir, Maldiluna e Adam Kadmon. Sconvolti dalle condizioni critiche in cui versa la città, i vecchi compagni d’arme si ritrovano al cospetto di Lord Draco e Sir Flydemberg nell’Arena che un tempo era stato il quartier generale della Milizia, e che ora è il nuovo Tempio di Kin. Trattati con sufficienza da parte dei due nuovi padroni di casa, i quattro vengono a sapere che la Milizia della Fede è stata sciolta a causa del Tradimento di Ripicca e Aidelion, e vengono congedati senza troppe smancerie, con l’implicito avvertimento di non interferire con il dominio dei Templi Oscuri su Gradara.
I quattro guerrieri tentano di trovare appoggio negli altri Templi della città, ma nessuno sembra più fidarsi di loro dopo quanto accaduto e gli altri Sacerdoti sembrano accettare passivamente il dominio di Kin ed Atachel, ed i soprusi che esso porta con se. Soltanto Lady Estell, a capo del Tempio di Kinich, si dice lieta del loro ritorno, e pronta a supportarli se dovessero decidere di spezzare il controllo di Draco e Preah sulla città. I quattro decidono di aspettare prima di agire, di osservare e di tenere sotto sorveglianza i Templi prima di decidere come muoversi, e a questo proposito fondano una Setta Segreta, chiamata Ordine della Fenice, il cui obiettivo è influenzare la politica di Gradara da dietro le quinte, e senza dare nell’occhio.
Ognuno di loro si occupa di un Tempio: Rhaegar di Kinich, Rackhir di Atachel, Maldiluna di Kin e Adam di Itzamna, controllando ogni decisione presa dai rispettivi capi e mettendo in comune tutte le informazioni che riescono a raccogliere. Per entrare nelle grazie di Preah, la Sacerdotessa di Atachel, e guadagnarsi la sua fiducia, Rhaegar decide di affrontare Pharalis in un duello leale per vendicare Milo Von Diakonov, donando all’elfo una morte onorevole che gli sarebbe di certo stata negata dagli adepti della Signora Oscura. Sopportando l’oppressione dei Templi Oscuri sulla città, l’Ordine della Fenice si prepara a colpire quando sarà giunto il momento.
Il momento giunge a ridosso del terzo mese di Atachel. Michelle, la donna di Rackhir, anch’essa adepta di Atachel, viene uccisa e sacrificata da Preah che la vedeva come sua rivale, ma non prima che la ragazza abbia rivelato al suo uomo un terribile segreto: fu Milo Von Diakonov, con la complicità dei famosi ladri chiamati De Harderos, a portare Alia e molti altri alla morte con l’aiuto del libro avvelenato. Una volta portata questa notizia all’Ordine della Fenice, la ritorsione è ovviamente inevitabile. Rhaegar Targaryen, non potendo più vendicarsi su Milo decide di farlo sulla sua pupilla, colei che ora è Sacerdotessa dello stesso Tempio che era stato della sua amata.
Anche Rackhir vuole la testa di Preah, onde vendicare Michelle. Ma tra loro e la loro vittima si frappone Lord Draco, capo del Tempio di Kin, alleato ed amante di Preah. Durante una riunione segreta dell’Ordine della Fenice, Draco viene accusato di aver tradito il Giuramento fatto alla Milizia della Fede, venendo condannato a morte dai suoi stessi vecchi compagni d’arme. La nebbia che si alza sul primo pomeriggio di un giorno del terzo mese di Atachel preannuncia aria di massacro. Con un’azione fulminea, Draco e le sue guardie vengono attaccate nel loro stesso tempio e trucidate senza pietà dal Gran Maestro ed i suoi tre Luogotenenti.
Preah, forse intuendo quanto sta succedendo, si barrica nel proprio tempio insieme a tutti i suoi numerosi seguaci. Decisi ad andare fino in fondo, Rhaegar Targaryen e gli altri radunano tutta la città di fronte al Tempio di Atachel, accusando Preah di essere folle e corrotta, e di aver tramato insieme a Lord Draco per sottomettere l’intera città. Dopo ore di tentativi inutili, in cui trovò la morte Rackir, e dopo aver più volte intimato a Preah di arrendersi per salvare se non se stessa almeno i propri seguaci, un gruppo di Maghi riesce a far crollare parte del muro esterno del Tempio, dove Rhaegar, Maldiluna ed Adam entrano di forza portandosi dietro tutti i guerrieri rimasti in città che non siano adepti di Atachel. Quasi tutti gli occupanti del Tempio vengono massacrati sul posto, e la stessa Preah viene uccisa insieme al bambino che porta in grembo dalla spada del Cavaliere del Drago, il quale più tardi abbatterà anche Dyo, l’unico dei fratelli De’Harderos ancora rimasto a Gradara. Mentre il Tempio di Atachel viene conquistato dalla folla inferocita, il Gran Maestro e i due Luogotenenti rimasti dicono addio al proprio confratello caduto, prima di salutarsi per l’ultima volta, separandosi su strade diverse verso orizzonti diversi. Il Nord, il Sud e l’Est.
Non torneranno mai più a Gradara.

Andrea Zito



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